L'ARTIGIANATO di WATINOMA

Il Burkina Faso è un paese in cui convivono più di 60 diverse etnie con tradizioni e lingue diverse.
Questa pluralità di origini culturali ha portato ad una straordinaria ricchezza di espressioni artigianali ed artistiche.
L'obbiettivo dell'Associazione Watinoma è di promuovere, valorizzare, coltivare, proteggere, rinnovare questo patrimonio. L'Associazione, oltre a riunire musicisti e ballerini, comprende anche artigiani che lavorano nei seguenti settori:

Costruzione di strumenti musicali tradizionali  (clicca x info)
Tintura e disegno su tessuti
  
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Lavorazione del cuoio
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Scultura/lavorazione del legno
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Decorazione e fabbricazione di oggetti con zucche
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Bigiotteria, gioielleria
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Lavorazione del bronzo e del ferro
Oggetti con materiali riciclati

La collaborazione tra Associazione Ital Watinoma in Italia e Association Watinoma in Burkina Faso, intende favorire e sviluppare queste attività, sia attraverso la ricerca di sbocchi commerciali, sia documentando i procedimenti per ottenere questi oggetti, per dare maggiore dignità all'attività artistica e per fornire la possibilità a chi acquista di comprenderne il significato e l'autentico contenuto in termini di abilità e manualità necessarie per la loro produzione.

Sono in atto dei progetti di micro-finanziamento per permettere a questi artigiani di esercitare il loro mestiere, dato che spesso le condizioni di partenza non consentono neppure di acquistare i materiali minimi necessari per iniziare l'attività.
  Gli artigiani al centro dell'associazione Watinoma

Così nasce la PROMOZIONE DELL'ARTIGIANATO E ATTIVITA' DI MICROCREDITO E DIFFUSIONE

L'associazione Watinoma coordina le attività di circa una quarantina di artigiani.
Seleziona i modelli da proporre.
Realizza e aggiorna un catalogo dei prodotti artigianali.
Contatta importatori del commercio Equo e Solidale in Italia e in Europa per promuovere acquisti diretti dai produttori.
Coordina e pre-finanzia le attività degli artigiani per gli ordini e prepara la documentazione necessaria per le esportazioni.
Tiene i contatti tra artigiani e importatori.

Grazie a questa attività gli artigiani possono aumenta
re il loro volume di lavoro e la loro possibilità di farsi conoscere.

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COSTRUZIONE STRUMENTI MUSICALI


Tutti gli strumenti musicali utilizzati dai musicisti dell'Associazione sono prodotti da loro stessi.

Si tratta di
strumenti a percussione (djembé, doum-doum, calebasse "maracas" con conchiglie, bendré),
strumenti a corde (Kora, Ngoni "chitarre" tradizionali)
e flauti africani.

Gli artigiani hanno anche apportato alcune innovazioni nella tecnica di costruzione degli strumenti a corde, come la kora, relizzando degli strumenti dal suono originale ed unico.
La kora ècostruita con una zucca ricoperta con una pelle di capra, precedentemente inumidita per permettere una tiratura ottimale, fissata con dei chiodi che servono anche a decorarne la cassa.
Si praticano poi i fori per inserire il bastone sul quale verranno fissate le chiavi per l'accordatura.
Infine si montano le corde e si procede alla verniciatura.
L'Associazione ha provveduto all'acquisto delle meccaniche per le corde.


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COSTRUZIONE DI DJEMBE'








Il djembé è uno dei tamburi africani ormai più conosciuti anche in Europa.
Si potrebbe dire che è diventato una sorta di messaggero della cultura africana nel mondo.
La sua costruzione comincia dal "fuso" ovvero la parte in legno, scolpita a mano da un tronco d'albero.
In genere si utilizza il legno di Karitè o di altri alberi dal legno piuttosto duro.
I djembé del Burkina Faso sono conosciuti per la qualità del loro suono e questo è dovuto al legno utilizzato che, per il clima arido, è ben compatto, a differenza di alberi che crescono in regioni più umide (tipo quelle lungo le coste del Golfo di Guinea) i quali presentano un legno più poroso. Una volta scolpito, il fuso viene fatto asciugare nutrendo il legno con burro di karitè affinché non si formino delle crepe.
Si acquistano poi delle barre di ferro che vengono tagliate e saldate su misura a seconda della circonferenza dei fusi.
Servono tre anelli di metallo, due superiori e uno inferiore, su cui si monteranno in seguito le corde.
Gli anelli vengono rivestiti di strisce di tessuto colorato.
Con una corda si formano sull'anello dei ganci che devono essere abbastanza ravvicinati, affinché poi si possa mettere bene in tensione la pelle.
Si cominciano a far passare le corde verticali.
Poi si monta la pelle. In genere si utilizza una pelle di capra intera.
Alcuni professionisti preferiscono utilizzare pelle di mucca, per via del suono più secco, ma questa richiede uno sforzo molto maggiore per essere tirata. La pelle viene bagnata e poi posizionata sul tamburo nella parte più conveniente: si studia se ci siano dei punti deboli che potrebbero cedere con la tensione.
Si incastrano sulla pelle i due anelli di metallo e si tagliano i lembi in eccesso.
Adesso si può terminare l'infilatura delle corde verticali attraverso i ganci e mettere al pelle a seccare al sole.
Una volta asciutta, si procede con la tiratura delle corde, lavoro che oltre a richiedere una notevole forza fisica, necessita anche di grande esperienza per far restare bilanciata la tensione.
Le corde vengono tirate a più riprese man mano che la pelle cede.
Più un djembé è ben tirato in questa fase e migliore sarà il suono.
Infine si rade la pelle con una lametta facendo molta attenzione a non scalfirla:se si taglia bisogna ricominciare tutto da capo!!
La parte inferiore del fuso può essere scolpita con motivi geometrici o figurativi.
Questa decorazione può essere effettuata sia prima che dopo il montaggio della pelle.
L'ultima parte consiste nel "tissage" (tessitura), ovvero le corde verticali vengono ulteriormente tirate intrecciandole con un'altra corda in modo da formare dei disegni triangolari, come una specie di rete.
A questo punto il djembé è pronto per essere suonato.

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COSTRUZIONE DI PICOLE KORA


La kora è uno strumento originale e tradizionale di questa area dell'Africa .
Se ne costruiscono degli esemplari piccoli a scopo decorativo
.
Il procedimento è esattamente lo stesso come per la kora più grande.
Si prende una piccola zucca che costituisce la cassa e si riveste con una pelle di capra.
Si praticano i fori per passare il bastone centrale e i legni laterali.
Si tendono le corde e si procede alla decorazione.

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TINTURA E DISEGNO SU TESSUTI




Si tratta di una tecnica tradizionale africana che gli artigiani dell'associazione eseguono sia su tessuti cuciti per ottenere abiti, borse, gonne, pantaloni, ecc. , oppure su manufatti di cotone, ad esempio magliette,già confezionati.
Tutto il procedimento viene realizzato con materie prime naturali.
Si prepara un decotto di erbe, generalmente raccolte direttamente nella "brusse", oppure acquistate al mercato, che servirà per tingere e per fissare il colore.
Il tessuto viene immerso in questo decotta cui si possono aggiungere altre erbe macinate nel mortaio, per ottenere diversi colori.Si risciacqua e si lascia asciugare al sole. 

Ripetendo più volte questo passaggio si ottengono gradazioni più o meno intense.
E' possibile creare degli effetti attraverso delle legature che vengono fatte con le camere d'aria bucate delle biciclette, ritagliate a strisce ed usate come elastici. Quando il colore di fondo raggiunge la tonalità desiderata, si passa alla fase di decorazione. I motivi dei disegni sono tratti, sia dalla tradizione decorativa locale, sia dalla fantasia dell'artista.
Vengono ritagliati su lastre riciclate delle radiografie e appoggiate sul tessuto da disegnare.

Il colore scuro del disegno si ottiene con unimpasto di argilla nera lasciato fermentarecon la pula del miglio per almeno 2 settimane in un orcio di terracotta.  Questo impasto viene steso attraverso le mascherine fatte con le lastre.
Alcuni effetti vengono invece ottenuti a mano libera con un pennello oppure con spruzzi.
L'impasto viene lasciato seccare e poi si procede nuovamente alla lavatura del tessuto.
Ecco il risultato finale:

L'associazione ha pre-finanziato l'acquisto delle seguenti attrezzature:
Pentolone per i decotti - Bacinelle
Pennelli
Orci di terracotta
Tavolo per la realizzazione dei disegni (viene utilizzato anche per le lavorazioni di cuoio)
Materie prime (erbe, tessuti, magliette).

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ABBAS - PITTURA ASTRATTA
Abbas è un pittore che esprime la sua arte sia attraverso la pittura, sia decorando strumenti, tessuti e altri oggetti di artigianato artistico.
Si tratta di un pittore che superando gli stereotipi del folklore africano, esprime nelle sue opere una visione estremamente consapevole di tutte le contraddizioni e i problemi di un giovane che vive in Africa oggi.

Ecco qualcuno dei suoi ultimi lavori.

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LAVORAZIONE DEL CUOIO
Karim, oltre ad essere l'autista del furgone dell'Associazione è anche l'esperto della lavorazione del cuoio.
Una delle operazioni preliminari è la preparazione del colore nero che servirà per disegnare sul cuoio: si ottiene facendo macerare del ferro vecchio arrugginito insieme con foglie e frutti secchi di tamarindo e zucchero.
Le pelli vengono acquistate allo stato grezzo al mercato e vengono lavorate completamente a mano, comprese le cuciture. Forse in futuro sarà possibile l'acquisto di una macchina per cucire il cuoio.

Ecco alcune delle sue creazioni.

L'associazione ha finanziato l'acquisto di
materie prime (cuoio) e materiali vari di consumo (colla, cartone, filo, ecc.).

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SCULTURA SU LEGNO

Alcuni membri dell'Associazione, oltre che abili musicisti sono anche artisti artigiani.

E' il caso di Yoni, musicista (suona il doum-doum-ba e la chitarra tradizionale), costruisce strumenti musicali (djembé, chitarre tradizionali) e scolpisce il legno.
Qui lo vediamo all'opera con la scultura di un posacenere a forma di coccodrillo, ma realizza anche grandi maschere.

L'Associazione ha provveduto all'acquisto degli attrezzi per la scultura.

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WAMDE - ZUCCHE AFRICANE


La zucca per il "dolo"
Le zucche costituiscono un elemento fondamentale nella vita dei villaggi in Burkina Faso.
Nei rituali animisti si dà l'acqua alla terra con una zucca.
Simbolo di accoglienza verso l'ospite straniero, al cui arrivo si offre per prima cosa una zucca con l'acqua fresca.
Dotazione fondamentale di ogni donna, nella cui cucina non mancano zucche di varie misure che servono per mettere la farina o altri alimenti.
Le donne dell'etnia Peul utilizzano le zucche per trasportare il latte da vendere.
Il dolo, la tipica birra di miglio si beve in una zucca.
Anche nel campo degli strumenti musicali, le zucche rivestono un ruolo importantissimo: i primi tamburi africani erano fatti di zucca e non di legno come a volte si pensa, forse anche per via della scarsità di legno in questa zona.
Oltre ai tamburi, quasi tutti gli strumenti musicali utilizzano le zucche: Kora, balafon, maracas, ngoni, calimba zucche usate come percussioni.
Purtroppo negli usi domestici la plastica sta prendendo il posto delle zucche.
Questo è estremamente dannoso per vari motivi: le zucche, al contrario della plastica, sono un materiale che ciascuno può auto-prodursi facilmente e a costo quasi nullo, sono biodegradabili, possono essere riparate quando si rompono (cucite) e possono essere decorate.
Per questi motivi ci sembra particolarmente importante sostenere la rivalorizzazione di tutto l'artigianato realizzato con le zucche.

Ecco alcuni esempi di strumenti musicali realizzati dagli artigiani dell'associazione Watinoma:



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COLLANINE E BIGIOTTERIA


Alcuni artigiani realizzano originali collanine a forma di tamburo.

Altri lavorano con i semi che si raccolgono in natura e la terracotta.

Bomboniere solidali
Bomboniere di zucca affinché il dono per ricordare un avvenimento importante della vita sia un simbolo di accoglienza e di rispetto per la natura, un gesto concreto di solidarietà per uno sviluppo equo e sostenibile.
 

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"Il ben fatto non è mai perso"